Oggi pomeriggio, mentre tornavo a casa dal lavoro, avevo in testa come obiettivo il trascorrere il resto della giornata "immerso" nella musica a me più congeniale, il jazz. Così, mentalmente, mi organizzavo sul da farsi: arrivo a casa, sistemo un po' di cose, imbraccio la chitarra (acustica, semi-acustica o classica?) e inizio a riscaldarmi suonando liberamente come al solito, senza schemi, saltellando da sonorità blues alla Pino Daniele a famose melodie di musica classica, rock, pop, sacra, etc..., passando per qualche fraseggio che ricordi vagamente il Pat Metheny sound.
Una volta a casa però, un pensiero mi risuonava in mente: oggi è la Giornata Internazionale del Jazz 2020, perché non mettere nero su bianco quei pochi ricordi che ho - diretti e indiretti - del grande musicista e didatta della chitarra che fu Gianni Cataleta? Non c'è miglior giorno di oggi per ricordarlo! Gianni sei veramente forte con i tuoi fraseggi jazz!
Non dirò qui circa la sua biografia/carriera, informazioni queste che è possibile leggere altrove in rete, ma andrò semplicemente a scandagliare i miei ricordi, andando indietro di circa 27-28 anni, per recuperarne quanti più possibile e poterli fissare su queste pagine virtuali, con l'obiettivo di incuriosire chiunque li leggerà all'arte di Gianni.Anche ad un ragazzo di 15-16 anni come nel mio caso, così come a tanti altri, sarebbe piaciuto moltissimo prendere lezioni da lui, ma per motivazioni perlopiù legate al costo delle lezioni non mi è stato possibile. In quel periodo la musica jazz non rientrava ancora nei miei canoni, ma oggi col senno di poi e con un po' più d'esperienza in tale ambito, posso permettermi di affermare che Gianni in quel genere ne aveva da vendere; era davvero un grande maestro e volendo riassumere il suo stile nel suonare jazz mi permetto di riassumerlo come solido e mentale.
In quel periodo, quindi, conoscevo Gianni Cataleta solo per averlo sentito nominare ("di nominata", come si dice a Foggia) da altri che lodavano i suoi insegnamenti musicali: le informazioni che circolavano tra noi "strimpellatori" circa gli insegnamenti di Gianni, che i frequentatori del suo laboratorio musicale riportavano a chi non lo frequentava, generavano in quei tempi un alone di leggenda attorno alle "gesta" musicali del maestro.
Passato quello straordinario periodo pieno di sogni e speranze (musicali e non), dopo circa una decina d'anni, dopo essere andato via da Foggia per lavoro (ma sempre continuando a strimpellare la chitarra per conto proprio e per un breve periodo con un maestro di chitarra jazz), la figura di Gianni Cataleta rispuntò fuori: c'era infatti mio cognato, che già suonava la chitarra da circa un paio d'anni, che mi chiese consiglio su dove potesse andare per prendere lezioni di chitarra per evolvere sullo strumento e, in particolare, per imparare a suonare negli stili rock e blues. Senza indugi, il mio consiglio fu quello di andarsi a proporre come allievo a Gianni Cataleta.
Dal racconto di mio cognato, se ricordo bene quello che mi raccontò a quei tempi, quando gli andò a chiedere se c'era la possibilità di diventare suo allievo, Gianni, tra le altre cose, gli chiese chi l'avesse mandato, o meglio consigliato ad andare da lui. Fu così che seppe che l'artefice di quel consiglio era un suo "ammiratore" nascosto, che stava a circa 1000 km. di distanza da Foggia e che non aveva mai conosciuto. Ma io conoscevo lui però! Così, con grande soddisfazione, come seppi poi successivamente, mio cognato iniziò a prendere lezioni dal maestro.
Dopo qualche tempo, circa 1-2 anni probabilmente, in un periodo in cui ero a Foggia per trascorrere delle vacanze, mio cognato, che oltre ad avergli parlato di me e della mia passione per il jazz e ad avergli accennato che avrei avuto piacere nel conoscerlo di persona quando ce ne fosse stata possibilità, organizzò una mattina, in occasione di una lezione che avrebbe dovuti fare, un fugace incontro in cui mi presentò a Gianni. Fu così che lo conobbi di persona nel suo piccolo laboratorio che trasudava musica da ogni parte, situato a quei tempi in Corso Giannone: per me è stato un enorme piacere averlo potuto conoscere, considerato che ne avevo solo sentito parlare. In quell'occasione, una volta entrati nel suo laboratorio, ci invitò a seguirlo per le scale che portavano ad un soppalco e, una volta accomodati, mentre si discorreva del più e del meno, a un certo punto il maestro imbracciò una vecchia chitarra acustica che sembrava avere un action davvero altissima e iniziò a fraseggiare melodie con il suo inconfondibile stile.
Al momento dei saluti, Gianni volle farmi dono di un volume stampato in proprio e sviluppato da lui stesso assieme a suoi collaboratori dal titolo "Prontuario propedeutico allo studio dell'armonia", ma prima di consegnarmelo, volle scriverci all'interno una dedica per il suo, ormai conosciuto, estimatore.
Ecco, attraverso i miei ricordi ho voluto ritrarre brevemente la figura del maestro Gianni Cataleta per ricordarlo in occasione della giornata dedicata al jazz celebrata in tutto il mondo poichè mi sembrava doveroso. Negli anni, ascoltando e riascoltando suonare il maestro attraverso la visione di quei pochi video che la memoria della rete ancora trattiene, ho ravvisato in lui una persona dall'animo puro che ha dedicato una parte importante della sua esistenza alla musica ed in particolare alla didattica. Non sono molti i buoni musicisti che riescono ad essere anche buoni didatti, ma, a mi parere, Gianni rientra a pieno titolo in ambedue gli ambiti.
See you soon Gianni!









